Mission e priorità strategiche

da | Apr 21, 2019

“Coinvolgere, includere ed orientare, per vivere attivamente e consapevolmente nella società”… 

PREMESSA

La missione dell’Istituto Comprensivo di Coriano, come luogo di formazione civile e culturale, è quella di promuovere la crescita personale, culturale, professionale e sociale degli studenti. La scuola è, inoltre, centro culturale del territorio, e in quanto tale deve vedere riconosciuto il suo ruolo insostituibile. Tutte le componenti, nelle loro diversità, hanno un’importante funzione formativa ed è fondamentale che le finalità educative siano perseguite in modo condiviso.

Nella corresponsabilità con le altre agenzie formative, la scuola ha il dovere di agevolare lo sviluppo delle potenzialità dello studente, di recuperare le situazioni di svantaggio, di favorire la crescita consapevole nel segno dell’autonomia e della responsabilità.

L’Istituto ha rappresentato nel tempo, e rappresenta a tutt’oggi, una risorsa unica in grado di coniugare istruzione ed educazione, crescita professionale e supporto al territorio. Pertanto, va ancora più valorizzato il senso dell’appartenenza alla scuola da parte di tutti coloro che vi svolgono un ruolo, sia come personale docente e A.T.A. sia come studenti e genitori. La scuola è una comunità educativa dove ciascuno può cooperare a favore degli altri, oltre che esprimere il meglio di sé. Pur con gli inevitabili problemi che possono sorgere all’interno della comunità, ognuno deve essere riconosciuto come parte integrante e soggetto insostituibile, chiamato a dare il massimo contributo.

L’Offerta Formativa deve articolarsi tenendo conto non solo della normativa e delle presenti indicazioni, ma facendo anche riferimento a vision e mission condivise e dichiarate nei piani precedenti, nonché del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito a costruire l’immagine della scuola.

OCCORRE TENERE SEMPRE PRESENTE LA CENTRALITA’ DELLO STUDENTE, quindi è necessario che il Collegio dei Docenti riprenda in modo diffuso e sistematico la riflessione sul testo delle Indicazioni Nazionali e del Documento “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari” (Documento a cura del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2018), sul senso dell’istruzione e dell’educazione, sulle caratteristiche degli ambienti di apprendimento e sulle didattiche più adeguate a perseguire tali finalità.

Sono numerosi i passaggi della Premessa delle Indicazioni 2012 che offrono spunti di riflessione del tutto attuali sul ruolo della scuola nella società e sul significato dell’istruzione per la formazione della persona e del cittadino, suggerendo nel contempo modalità di progettazione e pianificazione dell’offerta formativa.

È necessario:

  1. Promuovere il successo formativo di ogni alunno
  • Sviluppare tutte le azioni possibili, dal punto di vista motivazionale, relazionale e disciplinare, per garantire il successo formativo.
  • Realizzare azioni di recupero, potenziamento e consolidamento degli apprendimenti per alunni in difficoltà.
  • Attivare percorsi personalizzati per alunni con BES.
  • Fornire strumenti a supporto dell’orientamento personale in vista delle scelte presenti e future.
  • Garantire l’acquisizione delle competenze per il proseguimento degli studi.
  • Guidare tutti gli alunni verso la realizzazione di un proprio progetto di vita, valorizzandone le potenzialità ed propositi individuali.

Per conseguire questi obiettivi bisogna:

  • rafforzare i processi di costruzione del curricolo d’istituto verticale e caratterizzante l’identità dell’istituto;
  • strutturare i processi di insegnamento-apprendimento in modo che essi rispondano esattamente alle Indicazioni Nazionali ed ai Profili di competenza, tenendo presente che con esse il MIUR esplicita i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), dunque non il punto di arrivo per gli studenti migliori, bensì i livelli che obbligatoriamente devono essere conseguiti da ciascuno studente nell’esercizio del diritto-dovere all’istruzione;
  • migliorare i processi di pianificazione, sviluppo, verifica e valutazione dei percorsi di studio (curricolo del singolo studente, curricolo per classi parallele, curricolo per ordine di scuola, curricolo d’istituto);
  • sostenere le varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio;
  • superare la dimensione trasmissiva dell’insegnamento e modificare l’impianto metodologico in modo da contribuire fattivamente, mediante l’azione didattica, allo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza europea, che sono riconducibili a specifici ambiti disciplinari (comunicazione in lingua madre, comunicazione in lingue straniere, competenze logico-matematiche, competenze digitali) ed a dimensioni trasversali (imparare ad imparare, iniziativa ed imprenditorialità, consapevolezza culturale, competenze sociali e civiche);
  • promuovere la capacità degli studenti di dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la frammentazione ed il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli adolescenti.

LA SCUOLA E’ INVESTITA DA UNA DOMANDA CHE COMPRENDE, INSIEME, L’APPRENDIMENTO E IL “SAPER STARE AL MONDO”

  1. Promuovere le competenze chiave e di cittadinanza

Nel capitolo “La scuola del primo ciclo”, le Indicazioni Nazionali del 2012 riservano una particolare attenzione a “Cittadinanza e Costituzione”, sottolineando l’aspetto trasversale dell’insegnamento e rimarcando che esso coinvolge i comportamenti quotidiani delle persone in ogni ambito della vita, nelle relazioni con gli altri e con l’ambiente e pertanto impegna tutti i docenti a perseguirlo nell’ambito delle proprie ordinarie attività.

Occorre quindi:

  • Promuovere in ogni momento del percorso scolastico il rispetto verso se stessi, gli altri e l’ambiente;
  • Promuovere l’acquisizione delle competenze di cittadinanza;
  • Promuovere la dimensione europea dell’educazione mediante progetti di partenariato, mobilità di studenti e docenti, viaggi e soggiorni studio;
  • Formare cittadini responsabili, solidali, aperti al dialogo tra culture, consapevoli dei diritti e dei doveri;

COSI’ INTESA, LA SCUOLA DIVENTA LUOGO PRIVILEGIATO DI APPRENDIMENTO E DI CONFRONTO LIBERO E PLURALISTICO.

  1. Favorire l’inclusione delle differenze
  • Favorire l’accoglienza degli alunni, il loro inserimento, la loro inclusione e quella delle loro famiglie;
  • Realizzare azioni specifiche per consentire l’inclusione degli alunni con BES;
  • Realizzare per gli studenti stranieri azioni volte alla loro integrazione e al loro proficuo inserimento nel percorso scolastico;
  • Abbassare le percentuali di dispersione e di abbandono;
  • Implementare la verifica dei risultati a distanza come strumento di revisione, correzione, miglioramento dell’offerta formativa e del curricolo;
  • Sviluppare un contesto nel quale lo studente sia attivamente coinvolto, personalmente o collettivamente, nell’affrontare situazioni, nel portare a termine l’attività, nel realizzare prodotti, nel risolvere problemi che implicano l’attivazione ed il coordinamento operativo di quanto sa, sa fare, sa essere o sa collaborare con gli altri.
  1. Sviluppare competenze comunicative nelle diverse forme
  • Favorire e potenziare lo sviluppo di competenze digitali;
  • Dotarsi di strumenti e servizi sempre più adeguati alla realizzazione di una scuola digitale;
  • Realizzare azioni specifiche per consolidare e potenziare competenze linguistiche, in Italiano e nelle lingue straniere, anche attraverso CLIL.

Questo per consentire:

✓ la coerenza tra servizi offerti, esigenze dell’utenza, disposizioni normative;

✓ la creazione di un’offerta formativa sempre più verificabile e passibile di aggiustamenti;

✓ la valorizzazione dell’identità specifica della comunità e l’integrazione vicendevolmente arricchente e funzionale (mediante la promozione del patrimonio storico, artistico, culturale, della sua conoscenza e l’impegno per la sua valorizzazione) coniugate ad una dimensione irrinunciabile di apertura alle dimensioni europea e globale.

Le varie attività, sia curricolari sia quelle extracurricolari, vanno quindi interpretate in modo che possano concorrere a migliorare gli apprendimenti, l’autonomia e la responsabilità degli studenti e favorirne la formazione all’interno di un percorso organico che deve offrire un quadro coerente di proposte con uno sguardo di lungo periodo.

Sulla base delle esperienze degli anni precedenti, delle opportunità che ci sono offerte dall’associazionismo nel territorio e dalle più recenti indicazioni ministeriali, come ulteriore articolazione delle priorità di cui sopra, sarà opportuno prevedere la progettazione di attività nel quadro di funzione educativa per il territorio, in primo luogo per le famiglie (studenti e genitori) dell’Istituto Comprensivo.

Il valore delle attività extracurricolari andrà misurato anche in rapporto alle competenze curricolari, di base e disciplinari, avviando un fattivo riconoscimento degli apprendimenti non formali ed un percorso per l’efficace valutazione delle competenze. Infine, saranno previste azioni per il miglioramento degli ambienti di apprendimento, anche attraverso la ricerca di adeguate risorse, sia dal punto di vista strutturale e strumentale, sia sotto il profilo relazionale e metodologico- didattico.

Per il sostegno a tutte queste azioni sarà indispensabile che la scuola partecipi alle richieste di fondi sia di origine comunitaria – fondi PON – sia di altra provenienza anche attraverso azioni strutturate di “fundraising”.